Tutto sulle Nikonos: Storia, Manutenzione Utente & Consigli per l’Uso
Nel video di oggi abbiamo esaminato una serie di fotocamere uniche nel loro genere: la serie Nikonos: ancora oggi sono considerate tra le migliori fotocamere subacquee di tutti i tempi, e per oltre quattro decadi sono state sinonimo di fotografia subacquea.
Nikonos Storia di una Rugged Camera ancora moderna.
Nate tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, non molti sanno che derivano dalla Calypso: una fotocamera subacquea costruita appositamente per l’esploratore, oceanografo e subacqueo Jaques Cousteau. Nikon acquistò i brevetti della Calypso Phot (questo era il nome completo della fotocamera) dall’ingegnere belga Jean De Wouters e nel 1963, apportando l’esperienza e la tecnica al progetto originale nacque la Nikonos I la prima fotocamera che consentiva un utilizzo fino a 50 metri di profondità.
Ad onor del vero originariamente la Nikonos non era stata concepita solo come fotocamera subacquea ma anche come “Rugged Camera”: permettendo così a chiunque ne fosse in possesso di poter scattare non solo nelle profondità subacquee ma anche in ambienti estremi, proibitivi per le altre fotocamere come ad esempio in ambienti particolarmente umidi o nevosi.
Il progetto Nikonos conobbe sin da subito, per le sue caratteristiche un enorme successo tra avventurieri e fotografi sportivi, venendo anche adottata, in anni successivi in ambito militare.
La prima Nikonos era quindi una fotocamera estremamente robusta, adatta ad ogni clima e completamente meccanica. La filosofia costruttiva sin dal primo modello è sempre stata la stessa: inserire la meccanica e l’elettronica (nei modelli successivi) all’interno di una shell rigida che garantisse – una volta chiusa – l’isolamento dall’acqua tramite appositi O-Ring.
Lo step evolutivo più importante, dall’uscita sul mercato del primo modello, avviene nel 1980 con il modello Nikonos IV: cambia infatti la forma della fotocamera, ora più simile ad una reflex normale, il sistema di caricamento del rullino viene aggiornato permettendo il caricamento aprendo la scocca posteriormente e il mirino diventa di tipo Albada. Viene aggiunto l’automatismo a priorità di diaframmi. Pertanto troviamo un esposimetro incorporato e l’otturatore, ora controllato elettronicamente, scatta fino a 1/1000 di secondo e dispone di un tempo meccanico M di 1/90 di secondo.
Il modello preso in considerazione nel nostro video è la Nikonos V, inizio produzione anno 1983, è un aggiornamento del modello precedente: il corpo della fotocamera è realizzato con una lega di rame, alluminio e silicio, viene aggiunta la possibilità di comandare i tempi in manuale (con apposita ghiera) e la corretta esposizione viene indicata con dei Led all’interno del mirino. Il flash è ora TTL con compensazione del controluce.
Manutenzione Nikonos
Di base le fotocamere Nikonos, per quanto riguarda la parte elettronica e meccanica hanno la stessa manutenzione di una fotocamera tradizionale, tuttavia sono necessari alcuni importati accorgimenti per l’utente per prolungarne la vita ed evitare spiacevoli incidenti e infiltrazioni d’acqua che potrebbero compromettere la fotocamera stessa.
Accorgimenti per l’utente:
Dopo un immersione in acqua di mare (salata) è necessario sempre pulire la fotocamera con abbondante acqua dolce, possibilmente lasciandola a bagno per un po’ di tempo in modo da permettere al sale presente nell’acqua entrato in pressione durante l’immersione di distaccarsi dalla fotocamera e dalle guarnizioni. É possibile azionare i movimenti (ad esempio della leva di avanzamento della pellicola) per facilitare il processo di pulizia.
Se non fosse possibile lavare la fotocamera subito dopo l’immersione è consigliato mantenerla umida in modo da non permettere all’acqua marina di asciugare, lasciando quindi depositi di sale sulla fotocamera che altrimenti era in sospensione.
Per quanto riguarda le guarnizioni, periodicamente è necessario rimuoverle dalla loro sede (stando attenti a non deformarle) per pulirle e ingrassarle con il grasso originale Nikon, senza eccedere: sono infatti le guarnizioni stesse a garantire la tenuta stagna e non il grasso, che serve solo per permettere il corretto scorrimento delle stesse nella loro sede. É di fondamentale importanza utilizzare solo ed esclusivamente il grasso originale Nikon perché è progettato per essere compatibile con le mescole utilizzate per le guarnizioni: utilizzare un altro grasso potrebbe deteriorare le guarnizioni e comprometterne la tenuta.
É consigliato rimuovere le batterie se non si usa la fotocamera. Il rigonfiamento delle stesse potrebbe portare alla rottura dell’alloggiamento delle batterie che è in materiale plastico.
Sempre per quanto riguarda le batterie non è necessario serrare troppo il fondello: ti invitiamo a guardare il video per verificare la corretta procedura per il serraglio del vano batteria.
Per qualsiasi dubbio o domanda ti invitiamo a contattare il nostro centro assistenza riconosciuto Nikon facendo riferimento alla pagina contatti.
Per i possori di Nikonos I II e III è importante ricordarsi di togliere l’obbiettivo prima di rimuovere la shell: altrimenti si va in contro alla rottura di un elemento centrale della fotocamera.
Aprire SEMPRE la fotocamera in una posizione che permetta lo scolo dell’acqua all’esterno della stessa.
Nikonos: cosa controllare prima dell’acquisto
Se sei alla ricerca di una di queste affascianti fotocamere subacquee è importante verificare il corretto stato di conservazione. Fermo restando che presso il nostro centro assistenza effettuiamo riparazioni di fotocamere Nikonos, è sempre meglio effettuare dei controlli prima di acquistare una fotocamera che non sia più conveniente riparare.
Per controllare se il vano batteria è compromesso è necessario aprire il coperchio ed effettuare una leggera pressione all’interno: in questo modo possiamo verificare se ci sono crepe.
Per controllare se la parte elettronica non ha subito danni da infiltrazione di acqua è necessario aprire il dorso della fotocamera e individuare un carter metallico nero tenuto in posizione da 4 viti nella parte superiore (guardando la fotocamera aperta da dietro). Rimuovendo il canterino nero sarà possibile controllare (meglio se con una luce) se non c’è ossido sui contatti.
Per vedere queste procedure nel dettaglio vi rimandiamo al nostro video.